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Non provi più attrazione per il partner? La scienza spiega perché
Gli esperti spiegano cos'è il desiderio responsivo e perché è normale nelle relazioni durature
29 Luglio 2026
Succede in silenzio, quasi senza accorgersene. Un giorno ti rendi conto che quella scintilla dei primi tempi non c’è più, e il pensiero che si insinua è sempre lo stesso: è finita? Secondo gli esperti, quasi sempre la risposta è no.
Come riportato da Vice, la psicoterapeuta Sheila Robinson-Kiss, in un approfondimento pubblicato su Psychology Today, spiega che nelle relazioni di lunga durata il desiderio non scompare, ma cambia forma. Accanto all’attrazione fisica, che inevitabilmente si trasforma, acquistano sempre più peso la sicurezza emotiva, la fiducia, il contatto fisico, l’ammirazione reciproca e la storia condivisa.
Desiderio spontaneo e desiderio responsivo: la differenza
Gli specialisti distinguono due modi di vivere il desiderio. Il desiderio spontaneo nasce all’improvviso, senza stimoli esterni: è quello delle prime settimane, quando basta uno sguardo. Il desiderio responsivo, invece, si sviluppa durante l’intimità. Una carezza, un momento di vicinanza, il tempo trascorso insieme possono riaccendere gradualmente l’eccitazione. Secondo la ricerca scientifica, questa seconda forma diventa la più comune nelle coppie che stanno insieme da anni.
La storia di Max: quando è il pensiero a spegnere il desiderio
Robinson-Kiss racconta il caso di Max, sposato da undici anni, convinto di non provare più attrazione per la moglie perché continuava a cercare le stesse emozioni dell’inizio. Il percorso terapeutico ha ribaltato la sua prospettiva. Come ha detto alla terapeuta: “È incredibile che la familiarità che pensavo stesse lavorando contro di noi ci abbia invece riavvicinati. Era il mio modo di pensare.”
Il problema, il più delle volte, non è l’assenza di desiderio. È il modo in cui lo si interpreta.