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Sanremo, Arisa e l’intimità: “Non sono una da rapporti occasionali”

Una “Magica favola” che parla di lei: l’ottava volta all’Ariston per Arisa è simbolo di rinascita

25 Febbraio 2026

Per l’ottava volta sul palco del Festival di Sanremo, Arisa sceglie di presentarsi senza maschere. Il brano in gara, Magica favola, non è solo una canzone, ma un bilancio personale che intreccia famiglia, relazioni e crescita interiore.

In un’intervista rilasciata a Grazia, la cantante si racconta con lucidità, lasciando emergere fragilità e consapevolezze maturate nel tempo. “La mia vita, come quella di tutti, è una favola, a metà tra il razionale e l’irrazionale, magari a lieto fine. A volte può essere magica, perché non tutto è calcolabile: ci può essere un imprevisto meraviglioso, un incontro straordinario o sorprendente. C’è anche il dolore, che tutti proviamo, mentre è più difficile costruire la gioia”. Una riflessione che restituisce il senso del titolo scelto per Sanremo: la favola esiste, ma non è mai lineare.

 

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Amore, tempeste e nuove priorità

A 43 anni, Arisa rivendica una nuova gestione del tempo e delle emozioni: “Ho perso tantissimo tempo a costruire relazioni e a soffrirne. Voglio impiegare il tempo in maniera diversa”. Il tema dell’amore resta centrale, ma non più totalizzante. “L’amore è bellissimo però non lo controlli. Quando finisce è una tempesta, provoca sofferenza, ma bisogna essere grati di averlo vissuto”.

Dopo aver attraversato relazioni difficili, la cantante racconta un cambio di prospettiva netto: “Ho imparato a liberarmene astenendomi. In questa fase preferisco l’amicizia all’amore romantico”. Parole che segnano una distanza consapevole da dinamiche che in passato l’hanno fatta soffrire.

 

Il rapporto con il corpo e l’intimità

Tra le dichiarazioni più dirette, spicca quella sul rapporto con il proprio corpo. “Sono pigra e sono molto gelosa del mio corpo: non sono una da rapporti occasionali. Con me è molto difficile stringere un legame intimo: se succede è perché sono davvero innamorata”. Una posizione chiara, che parla di confini, rispetto e autodeterminazione. Non una chiusura, ma una selezione più attenta di ciò che merita spazio.

 

Un percorso di sopravvivenza 

Il percorso di Arisa non è stato lineare. Lo racconta senza enfasi, ma con fermezza: “Ho attraversato tantissimi incendi, personali e lavorativi. E alla fine sono sopravvissuta”. Dietro la voce potente e le trasformazioni artistiche c’è una donna che ha imparato a riconoscere le proprie priorità. Magica favola diventa così il simbolo di una fase nuova: meno urgenza di dimostrare, più desiderio di equilibrio e felicità costruita con pazienza. All’Ariston, questa volta, Arisa non porta solo una canzone. Porta una scelta di vita.

 

(Credits: Instagram @arisamusic)