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September sadness: cos’è e perché settembre ci rende più tristi

Fine estate, meno luce e ritorno alla routine possono pesare sull’umore: i segnali della September sadness e come affrontare il cambio di stagione

2 Settembre 2026

Settembre è il mese del rientro, ma per qualcuno porta con sé malinconia, stanchezza e poca motivazione. Questa sensazione viene spesso chiamata September sadness: un calo temporaneo dell’umore legato alla fine dell’estate, al ritorno alla routine e al cambio di stagione. Può tradursi in poca energia, irritabilità, ansia e difficoltà di concentrazione.

A parlarne è VICE, che ha raccolto il parere di David Asch, Clinical Program Director di AMFM Healthcare. Secondo l’esperto, il passaggio dall’estate all’autunno può richiedere un vero periodo di adattamento, soprattutto quando cambiano insieme orari, impegni e quantità di luce naturale disponibile durante la giornata.

 

September sadness: perché arriva con la fine dell’estate

Per molte persone l’estate coincide con vacanze, giornate più lunghe e ritmi meno rigidi. Settembre, invece, significa ritorno al lavoro o a scuola, agenda piena e meno tempo libero. Asch indica proprio il cambiamento della luce e della routine tra i fattori che possono incidere sull’umore durante questa fase di transizione.

La September sadness non va però confusa automaticamente con il disturbo affettivo stagionale (SAD). La prima può descrivere una fase passeggera di assestamento; la SAD, invece, è un disturbo depressivo con andamento stagionale più persistente e può richiedere una valutazione professionale.

 

Come affrontare la September sadness

Cosa può aiutare? Secondo i consigli riportati da VICE, è utile stare all’aperto durante il giorno, mantenere orari del sonno regolari e continuare a coltivare i rapporti con amici e familiari. Anche programmare qualcosa di piacevole — un weekend, un hobby o un piccolo progetto — può rendere il cambio di stagione meno brusco.

Se tristezza o ansia persistono o peggiorano, l’indicazione è di parlarne con un professionista. Il punto, quindi, non è demonizzare settembre, ma riconoscere i segnali e dare al corpo e alla mente il tempo di adattarsi a un nuovo ritmo.

 

 

 

(Immagini generate con IA)