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Stefano De Martino: “Sex symbol? Un’etichetta banale e superficiale”
Il futuro volto di Sanremo racconta il suo rapporto con la bellezza
25 Giugno 2026
Prima di salire sul palco di Sanremo 2027 come prossimo conduttore, Stefano De Martino ha vissuto un’adolescenza fatta di sperimentazioni estetiche lontane dalla sua immagine attuale.
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Lo ha svelato lui stesso a D di Repubblica, ricordando un periodo ribelle in cui amava stravolgere il suo aspetto: “Da adolescente ho fatto di tutto: li ho colorati, rasati poi fatti ricrescere, per un periodo giravo con la testa a metà di un colore e metà di un altro: è giusto sperimentare. Anche questo è un modo per esprimere la propria personalità”.
La filosofia del benessere di Stefano De Martino: “hackerare” il corpo
Quegli eccessi giovanili hanno poi lasciato spazio a una routine rigorosa, ereditata dagli anni passati a studiare danza. Quando le cose si complicano, De Martino si rifugia nel benessere fisico e nelle sane abitudini. “Quando la vita ti mette a dura prova, dedicare del tempo al tuo corpo, all’alimentazione, allo stare bene, anche se stai male, aiuta. In qualche modo fa sì che anche nel cervello si sblocchino delle cose”, ha spiegato.
Questo equilibrio si mantiene con una costante attenzione ai segnali dell’organismo: “Mi ascolto tantissimo, perché ho capito che non c’è una cosa che va bene sempre. Quindi a seconda dei momenti, ‘hackero’ il mio corpo con l’alimentazione: se ho un momento di stanchezza, cerco di evitare cibi troppo processati o l’alcol. Sono molto disciplinato… Diciamo che il rock’n’roll non funziona più: quella cosa, secondo me, è finita”.
Oltre il mito del “sex symbol”
È proprio questa maturità interiore che lo porta a guardare con distacco e una punta di fastidio l’ammirazione legata unicamente alla sua bellezza. Il futuro direttore artistico del Festival della Canzone Italiana ha voluto ridimensionare l’idea comune che lo vede semplicemente come uno degli uomini più attraenti del piccolo schermo.
“Mi infastidisce… No, non è una questione di fastidio: semplicemente è più una speranza, la mia, di essere tutt’altro. Il sex symbol è sempre un po’ un’etichetta banale, superficiale: sei un pezzo di carne che piace a qualcuno. Invece alla fine io sono molto meno affezionato alla mia immagine rispetto agli altri”, aggiungendo poi una riflessione sul tempo che passa e sul valore che attribuisce invece alla propria interiorità: “Sono più affezionato al mio pensiero: il corpo so che a un certo punto mi abbandonerà. Per questo non ci ho fatto troppo affidamento”.
(Credits: Getty Images)