Le polemiche sono state accese ma il Comune di La Spezia, come ha poi precisato, ha solo applicato un regolamento comunale che vieta di calpestare le aiuole, coricarsi e bivaccare su tappeti erbosi pubblici.
Il fatto sarebbe avvenuto nei giorni scorsi, quando un gruppo di persone originarie del Bangladesh, dopo un giorno di forte calura, si è radunato nel parco pubblico di viale Mazzini a La Spezia.
Qualcuno ha riposato sull’erba, altri hanno giocato a carte.
Ma il regolamento comunale parla chiaro: vietato calpestare aiuole, coricarsi o bivaccare sui manti erbosi dei giardini pubblici.
Ed è per questo che ognuno è stato multato con una sanzione di 200 euro.
Immediate le polemiche dei vari esponenti locali di Rifondazione Comunista, indignati perché il Comune, in nome del contrasto al degrado urbano, ha sanzionato persone che stavano solo giocando a carte: il tutto è sembrato più un accanimento contro chi in fondo in fondo non stava rappresentando alcun pericolo per la collettività.
Si tratta di persone lavoratrici immigrate, precisa la nota di Rifondazione Comunista, che svolgono lavori durissimi, spesso con orari massacranti, e che vivono in condizioni di precarietà.
Colpire pesantemente chi, dopo una giornata di lavoro, si ritira pacificamente in un giardino pubblico, significa scegliere ancora una volta la strada della repressione anziché quella dell’inclusione e della convivenza.
La nota si conclude con l’intenzione di chiedere attraverso apposita interrogazione, se tale disposizione sia frutto di una indicazione della giunta oppure sia stata assunta autonomamente dal Comando della Polizia Locale.
Al di là delle polemiche, va detto che il comma 16 dell’articolo 45 del regolamento comunale di La Spezia vieta espressamente di calpestare le aiuole e il comma 23 sancisce il divieto di coricarsi o bivaccare su aiuole e tappeti erbosi, coricarsi sulle panchine e altri manufatti, utilizzandoli come giaciglio, nonché sedersi sulle sponde delle panchine.
