18 Maggio 2026
Le notifiche dello smartphone rallentano il cervello
Aggiornamenti di stato, whatsapp, messaggi sui social, mail, scadenze, pagamenti: oggi siamo letteralmente bombardati dalle notifiche delle varie app che abbiamo sul cellulare.
Quello che inizialmente è stato visto come una facilitazione nella gestione della quotidianità, adesso è fastidio.
Anzi, come dimostrato da Hippolyte Fournier, psicologo dell’università Lumière di Lione, è un vero è proprio attentato alle nostre capacità cognitive.
Come spiega su Computers in Human Behavior, Fournier ha chiesto a 180 studenti universitari di 20 anni, che di media ricevono 150 notifiche al giorno, di sottoporsi a un esperimento.
In pratica mentre svolgevano un test di Stroop, (osservano a video delle parole di nomi di colori che vengono scritte con un colore diverso dal colore indicato: ad esempio la parola “giallo” è scritta in verde, e viene loro chiesto di che colore è la scritta, risposta che richiede molta concentrazione), un terzo di essi riceveva notifiche dirette, un altro terzo notifiche che non lo interessavano e un terzo notifiche illeggibili.
Lo scopo era quello di capire quanto potesse durare la distrazione e cosa avrebbe distratto gli studenti: le notifiche dirette? La sola presenza sullo schermo? Oppure il contenuto.
Risultati: in media una notifica ha peggiorato i tempi di risposta di circa 7 secondi e quelle dirette hanno fatto peggiorare i tempi di risposta il doppio delle altre.
I segnali in arrivo dall’esterno, spiega Fournier, sequestrano le nostre capacità cognitive, perché l’attenzione istintiva è ciò che si attiva quando si manifesta un potenziale pericolo.
Le notifiche sullo smartphone in un certo senso, rappresentano proprio quel tipo di segnale in arrivo, per questo facciamo fatica a ignorarle.
Quindi non si tratterebbe di dipendenza da cellulare, ma di un meccanismo codificato nel nostro dna su cui le notifiche fanno leva, distogliendoci dallo studio o dal lavoro.
Il consiglio, dice Fournier, è quello di bloccare le notifiche quando si devono eseguire compiti che richiedono attenzione continua.
Ma si sa, tra il dire e il fare…