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“Euphoria 3” sarà l’ultima stagione: ecco la spiegazione del finale

La serie chiude per sempre: il regista spiega il finale shock e perché la serie non avrà una quarta stagione

Close-up portrait of a blonde woman with blue eyes and a subtle smile, indoors in soft lighting.

1 Giugno 2026

Dopo mesi di attesa, rinvii produttivi, polemiche e teorie dei fan, HBO ha ufficializzato la conclusione definitiva di Euphoria. La terza stagione rappresenta infatti l’ultimo capitolo della serie ideata da Sam Levinson, uno degli show più discussi e influenti dell’ultimo decennio televisivo.

Fin dal debutto, la produzione ha trasformato i suoi protagonisti in star internazionali, consacrando definitivamente interpreti come Zendaya, Sydney Sweeney, Jacob Elordi, Hunter Schafer, Alexa Demie, Maude Apatow e Eric Dane. Con il passare degli anni, però, la crescente complessità produttiva e le carriere sempre più impegnative del cast avevano alimentato il sospetto che la conclusione fosse ormai vicina.

Ora quel momento è arrivato. L’episodio finale, intitolato In God We Trust, chiude ogni arco narrativo in modo brutale, doloroso e profondamente divisivo. E dunque qual è l’epilogo dei nostri beniamini? Attenzione perché nei prossimi paragrafi troverete spoiler in abbondanza.

 

Euphoria 3, cosa succede a Rue nel finale della serie

La protagonista Rue Bennett, interpretata da Zendaya, affronta nel finale una delle prove più estreme della sua esistenza. Dopo essere riuscita a sfuggire ai criminali che la stavano inseguendo, la ragazza entra nuovamente in contatto con il mondo della droga e della criminalità organizzata. La sua fuga attraversa ranch isolati, sparatorie, inseguimenti e accordi con alcuni dei personaggi più pericolosi incontrati durante la stagione.

Per un breve momento sembra che Rue sia riuscita a salvarsi. Trova rifugio presso Ali, il mentore che da anni cerca di aiutarla a rimanere sobria, e il pubblico viene portato a credere che possa finalmente esistere una possibilità di redenzione. Ma è soltanto un’illusione.

La sequenza più sconvolgente dell’intero episodio arriva nella parte finale. Rue si addormenta sul divano di Ali dopo aver assunto un antidolorifico ricevuto durante la sua fuga. Lo spettatore assiste successivamente a una lunga serie di scene apparentemente reali: Rue corre verso casa, incontra sua madre Leslie, rivede il padre e sembra aver finalmente trovato la pace.

Solo dopo si scopre la verità. Quelle immagini non stanno accadendo realmente. Sono gli ultimi pensieri della ragazza. Quando Ali si sveglia e raggiunge il soggiorno, trova Rue senza vita. I test effettuati sulle pillole rivelano infatti una tragica realtà: non si trattava di normali farmaci ma di fentanyl, la potente sostanza responsabile della sua overdose fatale. La protagonista che ha guidato Euphoria fin dal primo episodio muore così, lontano dai riflettori e senza alcun gesto eroico.

 

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Il destino degli altri protagonisti dopo l’ultima puntata

La morte di Rue genera conseguenze devastanti per tutti i personaggi. Jules, interpretata da Hunter Schafer, affronta il lutto dedicandosi all’arte e realizzando un ritratto della ragazza che ha amato. Lexi Howard continua a convivere con il senso di colpa per non essere riuscita a ricucire completamente il rapporto con l’amica prima della tragedia.

Cassie Howard, invece, tenta di reinventarsi trasformando la propria abitazione in una struttura destinata ai creator digitali, mentre continua a essere perseguitata dal ricordo della relazione tossica con Nate Jacobs. Proprio Nate rimane una delle grandi assenze del finale dopo essere morto a seguito di un morso di un serpente nel penultimo episodio.

 

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Distrutto dalla perdita di Rue, Ali intraprende un percorso sempre più oscuro. L’uomo individua i responsabili del traffico di fentanyl che ha indirettamente causato la morte della ragazza e decide di farsi giustizia da solo.

Ne nasce una lunga resa dei conti che coinvolge il potente criminale Alamo Brown, numerosi membri dell’organizzazione e diversi personaggi legati al traffico di stupefacenti. Il confronto finale si conclude in modo sanguinoso e segna uno dei momenti più violenti mai mostrati dalla serie.

 

Perché Euphoria 4 non si farà: la spiegazione del regista

La decisione di terminare qui la serie ed in questo modo è stata spiegata direttamente dal creatore durante il podcast Popcast del New York Times con Levinson che ha chiarito che la storia era arrivata al suo naturale punto di conclusione. Il creatore ha difeso la scelta di chiudere la serie sottolineando che il progetto era pensato fin dall’inizio come un racconto con una fine precisa.

Levinson ha spiegato: “In termini di storia che volevamo raccontare, una storia sulla dipendenza e sulle sue conseguenze, questo mi sembra il finale. Mi sembrava un finale onesto. La verità è che persone come Rue spesso non ce la fanno. Volevo raccontare una storia onesta sulla dipendenza. Volevo anche raccontare una storia sul dolore e sul tumulto emotivo che una perdita del genere può provocare”. 

Una conclusione che probabilmente dividerà il pubblico: da una parte chi la considererà coerente con il realismo spietato che ha sempre caratterizzato la serie, dall’altra chi sperava in un destino diverso per Rue. Di certo, dopo tre stagioni, Euphoria lascia un segno profondo, chiudendo la propria storia con uno dei finali più drammatici e controversi degli ultimi anni.

 

 

(Credits: Yt@EuphoriaHBO)