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Dire parolacce riduce il dolore: lo conferma la scienza
Uno studio dimostra che imprecare quando ci si fa male attiva il meccanismo di lotta o fuga, aumentando la tolleranza al dolore
31 Agosto 2026
Sbattere il mignolo del piede contro uno spigolo o scottarsi le dita con la caffettiera bollente sono esperienze dolorose che spingono chiunque a lanciare un’imprecazione immediata.
Questo gesto spontaneo non rappresenta soltanto uno sfogo emotivo, ma una vera risposta fisiologica. A confermarlo sono gli esperimenti condotti dalla Keele University, i quali evidenziano come imprecare possa aumentare la tolleranza al dolore. Durante i test, i partecipanti sono riusciti a sopportare uno stimolo doloroso più a lungo quando ripetevano una parolaccia rispetto a parole neutre.
Il meccanismo di lotta o fuga
Gli studiosi spiegano che questo fenomeno è legato all’attivazione del meccanismo di lotta o fuga, una reazione emotiva e fisiologica che stimola l’organismo e modifica temporaneamente la percezione del dolore.
Tuttavia, gli esperti sottolineano un dettaglio fondamentale: l’efficacia di questo scudo dipende dalle abitudini personali. Per chi utilizza un linguaggio “scostumato” in modo continuo e quotidiano, l’effetto analgesico risulta molto meno potente, poiché le imprecazioni perdono la loro carica emotiva e non vengono percepite dal cervello come elementi speciali.
Un analgesico naturale… con un limite
Tirare una bella imprecazione dopo un piccolo incidente domestico è un’azione istintiva con basi scientifiche concrete.
Se vi capita di urlare dopo un piccolo guaio quotidiano, sappiate che state applicando una strategia di difesa del tutto naturale. La prossima volta che vi capiterà un inconveniente simile, saprete che la scienza giustifica la vostra reazione, a patto di non esagerare nella vita quotidiana per non vanificare l’effetto positivo.
(Immagini generate con IA)