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Eurovision, Sal Da Vinci: “Le cattiverie gratuite non mi feriscono”

“Per sempre sì” conquista l’Europa mentre il cantante napoletano racconta emozioni, sacrifici e risponde alle critiche social

14 Maggio 2026

Per Sal Da Vinci l’approdo all’Eurovision Song Contest 2026 non è soltanto una tappa artistica. È il punto d’incontro tra passato e presente, tra sacrifici e rivincite. Sul palco europeo, mentre interpretava Per sempre sì, il cantante ha sentito riaffiorare tutta la sua storia personale e professionale. “Mentre ero sul palco dell’Eurovision Song Contest mi è passata la vita davanti” ha raccontato in un’intervista a Vanity Fair

 

Una frase che racchiude decenni di musica, gavetta e ostinazione. Nato artisticamente all’ombra del padre Mario Da Vinci, simbolo della tradizione napoletana, Sal Da Vinci ha attraversato anni complicati prima di ottenere il riconoscimento popolare esploso definitivamente negli ultimi tempi grazie anche al successo virale di Rossetto e caffè su TikTok.

 

La lunga gavetta: “Ho imparato a salire ogni scalino”

Nel racconto dell’artista emerge continuamente il peso della fatica, parola che torna come un filo rosso della sua carriera. Dai matrimoni ai piccoli palchi, fino ai grandi eventi internazionali, Sal Da Vinci rivendica un percorso costruito senza scorciatoie. “Ancora ricordo la mia prima volta sul palco: settembre 1976, a Ercolano, vicino Napoli. Ho seguito le orme di mio padre e, dalla scena, non sono più sceso. È chiaro che cantando si chiudono dei cerchi, è la stessa sensazione che ho avuto a Sanremo quando ho fatto ‘Per sempre sì’”.

E ancora: “Ho sempre faticato tanto, ma questo mi ha permesso di vivere ogni traguardo – compreso questo – come una conquista. Un po’ alla volta mi sono fatto le spalle larghe, soprattutto attraverso i fallimenti. La vita è una scala, ma più si sale e più diventa difficile, stretta. Ci vuole insistenza”.

 

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Le critiche al sistema: l’immagine rispetto alla sostanza 

L’artista parla anche della sua idea di musica, criticando un sistema che spesso privilegia l’immagine rispetto alla sostanza. Per lui conta soprattutto la verità emotiva di chi canta. “Non è questione di sincerità, ma di verità. Vedo tante belle confezioni, gli artisti hanno parecchie persone che gli lavorano intorno e non gli fanno mancare niente, eppure poi al nocciolo c’è poco, pochissimo”. E ancora: “Preferisco un’interpretazione sporca ma umana, imperfetta, a una patinata”.

 

Le critiche all’Eurovision e il peso dei social

L’esibizione di Per sempre sì all’Eurovision ha acceso il dibattito online, soprattutto per alcuni elementi scenici considerati da parte del pubblico troppo legati agli stereotipi italiani. Ma Sal Da Vinci respinge con decisione le accuse. “Quelle critiche non mi toccano, ho le spalle larghe, di nuovo, e mi scivolano addosso. Quello che ho notato, al di là dei pregiudizi, è una cattiveria gratuita contro di me, senza senso”.

Il cantante punta il dito contro la violenza verbale amplificata dai social e sottolinea quanto certi commenti possano diventare pericolosi per artisti più fragili. “C’è gente, anche nel settore, che critica per divertimento, solo per fare male. Oggi con i social è facile”. Parole che mostrano il lato più duro dell’esposizione mediatica contemporanea, soprattutto durante eventi giganteschi come l’Eurovision Song Contest.

 

Dai matrimoni all’Europa: “Mi vergognavo ad andare via”

Tra gli aneddoti più teneri raccontati dall’artista spunta anche il ricordo dei tanti matrimoni in cui si è esibito prima del successo nazionale. Un’esperienza che considera fondamentale per la sua crescita umana. “A tantissimi, l’ho fatto per anni. Ho vissuto esperienze di tutti i tipi”. E racconta un episodio recente legato a una proposta di matrimonio privata. “Mi hanno chiesto una canzone e basta, ‘Il nostro giuramento’, un mio pezzo del 2012”. Ma alla fine non riuscì ad andare via subito. “Ne ho cantati anche un altro paio. Mi vergognavo ad andarmene così”.

 

 

(Credits: Getty Images)