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Vasco Rossi risponde a Cesare Cremonini: “È un brutto periodo ma sopravvivremo anche a questo”

Il Blasco ha detto anche: “Sopravvivremo e te lo dico io che… sono un super-vissuto!”.

Vasco Rossi risponde a Cesare Cremonini: “È un brutto periodo ma sopravvivremo anche a questo”

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La pandemia ha colpito fortemente il settore della musica per l’impossibilità di organizzare concerti. La situazione sta mettendo a dura prova anche gli artisti che non vedono l’ora di tornare sul palco. Tra questi c’è anche Vasco Rossi che è tornato a parlare di quanto sta accadendo in una lettera pubblicata su Vanity Fair.

In realtà, si tratta della risposta che il Blasco ha inviato pubblicamente a Cesare Cremonini il quale, in precedenza, si era rivolto a lui chiedendogli quale significato abbia per lui la parola “vivere” in questo periodo drammatico. “Vivere o sopravvivere”, cantava il rocker di Zocca in un suo famoso brano che dimostra come questa domanda lo accompagni da tempo.

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Eppure, lui che ne ha vissute tante, sa che ci si può sempre rialzare e che si può sempre uscire da una situazione difficile: “Caro Cesare, sto bene, grazie, o meglio… tengo duro – inizia così la lettera del Blasco – è veramente un brutto periodo, per tutti. Una catastrofe planetaria che nessuno avrebbe potuto immaginare, sarebbe stato peggio solo se ci avesse colpiti un meteorite! Dovremo ancora stare chiusi in casa... E per noi che abbiamo bisogno di urlare, di cantare, di ‘assembrarci’, è ancora molto lontana la possibilità di fare concerti... Ma sopravvivremo anche a questo! Sopravvivremo e te lo dico io che… Se non sono un sopravvissuto io... io sono un… Super-Vissuto! (…e sono proprio curioso di vedere come andrà a finire)”.

Vasco si riferisce a tutti i guai e i momenti critici della sua vita, come gli anni ’70, quando è sopravvissuto agli anni di piombo e alle Brigate Rosse e ha iniziato a scrivere canzoni, in preda al furore creativo; o come gli anni ’80, quando ha vissuto la terribile esperienza della dipendenza dalle droghe. “Ne ho combinate di cazzate, ma le ho anche pagate tutte – ha detto il cantante - Sono stati gli anni più stupidi del secolo ma anche i più belli e divertenti, quelli irriverenti di Colpa d’Alfredo, di Ogni volta, Vita spericolata e di Bollicine. Sono sopravvissuto facendo del rock in italiano”. E poi sono arrivati gli anni ’90 che forse per Vasco sono stati quelli della ragione; è stato proprio al culmine del successo, infatti, che il musicista ha deciso di mettere su famiglia con la sua Laura: “La scelta più trasgressiva che avrebbe potuto fare una rockstar”, ha commentato in proposito.

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Poi il Kom è sopravvissuto agli anni 2000, al millennium bug e soprattutto alla malattia che lo ha fatto andare persino in coma nel 2011. Alla fine, però, è arrivato al 2020, “quando è scoppiata questa catastrofe mondiale che si chiama Covid”: “Questo Covid del c***o – ha scritto ancora il Blasco – ecco, io penso che sopravvivrò anche a questo. Anzi, sai che c’è? C’è che morirò di noia per il lockdown”. Il musicista ha concluso con ironia il suo messaggio, ipotizzando che questo potrebbe essere il titolo di una sua prossima canzone. In questi giorni, Vasco ha dato anche una bella notizia ai fan: il primo gennaio del 2021 (quello che ha definito come "l'anno della rinascita") uscirà un nuovo brano, “una canzone d’amore” nello specifico.

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