Music Biz

Willie Peyote, a Sanremo con ironia

Tra i 26 big in gara, il rapper torinese è l'unico a portare all'Ariston l'attualità legata alla pandemia

Willie Peyote, a Sanremo con ironia

Willie Peyote

"Mai dire mai", recita la canzone che porta al festival di Sanremo. E mai dire mai sembra quanto mai appropriato per Willie Peyote al debutto sul palco dell'Ariston, con un brano scritto dallo stesso rapper e cantautore torinese con Carlo Cavalieri D'Oro, Daniel Gabriel Bestonzo e Giuseppe Petrelli. Tra i 26 big in gara, l'artista è l'unico a portare all'Ariston l'attualità legata alla pandemia e le rivendicazioni di una categoria, quella dei lavoratori dello spettacolo, messa in ginocchio da dodici mesi di stop. "Riapriamo gli stadi, ma non teatri né live", canta nella sua "Mai dire mai (la locura)" puntando il dito contro una società abituata ormai a mettere al primo posto il mero intrattenimento, "in tutti i campi, dall'arte e alla cultura, passando per lo sport e arrivando anche alla politica". Niente amore, come per molti dei suoi colleghi, ma uno sguardo ironico e lucido - come è abituato a fare con la sua capacità di fondere l'energia del rap con la canzone d'autore e un'ironia tagliente - sulla realtà che lo circonda. "Per me non avrebbe avuto senso un festival solo incentrato sulla musica, dimenticandosi di quello che da ormai un anno c'è fuori. Sarebbe stato più ingiusto fare finta di niente. Io non posso prescindere dalla realtà che mi circonda, parto dal fuori, mai dal dentro", ha spiegato Willie. 

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