La storia di Ciera Swaringen, la 19enne che mostra la sua malformazione sui social

È stata chiamata “cane chiazzato”. Le è stato detto di lavarsi. Ma ecco come risponde Ciera, fiera di sé e del suo corpo davvero particolare.

La storia di Ciera Swaringen, la 19enne che mostra la sua malformazione sui social

Questa è la storia di Ciera Swaringen, una ragazza di 19 anni che vive a Rockwell, una cittadina di sole 600 persone in North Carolina.

Ciera non è una ragazza come tutte le altre, lei ha qualcosa in più. La sua pelle è ricoperta da voglie e macchie scure. È affetta da nevo melanocitico congenito gigante, una malattia della pelle per la quale non c’è cura e che colpisce una persona ogni 500mila.

Adesso, dopo anni di non facile convivenza con la sua malattia, Ciera si sente libera di mostrarsi al mondo. E lo fa sia scoprendosi, uscendo di casa senza vergogna in short e canotta, o andando al mare in bikini, sia scrivendo di sé e postando sue foto sul suo profilo Facebook, Twitter e Instagram.

Ecco i miei nei. Finalmente sono abbastanza sicura di me stessa da mostrarli. L’estate è sempre il periodo peggiore per me perché devo scoprire la mia pelle più del normale. Sono nata diversa rispetto agli altri e le persone non perdono occasione per ricordarmelo spesso. Ma sono nata differente per una ragione. Ora è tempo di accettarlo”, scrive Ciera in un post.

La risposta di Ciera: accettare e vivere la propria diversità.

Ad aiutarla ad accettare la propria diversità i primi sono stati i suoi genitori. "Ricordo che, prima di iniziare la scuola, mia madre mi ha detto che queste macchie erano baci degli angeli. E questo mi ha colpita molto. Mio padre, invece, è sempre stata la prima persona a difendermi quando qualcuno diceva qualcosa di male su di me".

In più Ciera è convinta di essere stata molto aiutata dal fatto di vivere in una piccola cittadina. Gli abitanti – solo 600 – si sono abituati ai suoi nei che non creano più imbarazzo.

Adesso il supporto e la spinta per la sua autostima arrivano anche dai Social, dove tantissime persone la ammirano e la incoraggiano.

Ciera però non nasconde che il suo percorso fino ad oggi non è stato una passeggiata. E continua a raccontare: “Una volta su un autobus un ragazzo ha cominciato a scherzare con me chiamandomi ‘cane chiazzato‘, ma non ha fatto altro che aumentare la mia autostima. Con il tempo ho imparato a spazzare via i commenti negativi, sono convinta che a volte le persone dicano cose crudeli solo perché non hanno familiarità con la mia malattia”.

Ancora oggi si trova di fronte alla stupidità di alcune persone. “Quando esco fuori dal mio paese non è facile. Di solito sono i ragazzi a commentare quando mi vedono. Mi dicono: ‘Sembri sporca, lavati‘. Ma io sono orgogliosa di essere diversa e credo che, alla fine, tutti abbiamo qualcosa di particolare che ci caratterizza, sia dentro sia fuori”.

Ecco la storia di Ciera. Una storia bellissima. Una storia che racconta come per accettare la diversità ci vuole coraggio e amore.

Una storia che chiudiamo con una frase molto profonda della sua stessa protagonista, Ciera: “Tutti siamo nati in qualche modo ‘differenti’ e abbiamo il diritto di sentirci bene nella nostra pelle”.

Cosa pensi di questa storia? Anche tu sei con Ciera?

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