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Discriminato all'ingresso della discoteca perché di colore: “mi dispiace, è la regola”

Un ingresso riservato ai neri, l'incredibile storia accaduta alla periferia di Modena.

Discriminato all'ingresso della discoteca perché di colore: “mi dispiace, è la regola”

Devi usare l'altra entrata”. Questo è quello che si è sentito dire Abi Zar, un ragazzo italiano di colore, prima di entrare in discoteca con gli amici. “Eravamo 4 maschi e una femmina, il locale in questione contava due ingressi: uno vuoto dove nessuno era in fila e l'altro invece usato dai clienti” denuncia il ragazzo su Facebook.Logicamente il nostro gruppo si avvicina all’ingresso usato da tutti ma al momento di andare a prendere il ticket dalla ragazza fuori, il buttafuori si avvicina a noi e mettendosi davanti mi mette la mano sul petto e mi ferma: 'Devi usare l’altra entrata'”.

Discriminato solo per il colore della sua pelle, Abi Zar ha quindi chiesto spiegazioni sul perché avesse dovuto utilizzare l'entrata secondaria: “mi dispiace, è la regola” ha sentenziato il buttafuori. A quel punto un ragazzo dell'organizzazione è intervenuto e ha fatto entrare il ragazzo e i suoi amici smorzando la tensione: “dai, per questa volta fallo passare”.

Abi Zar, indignato per l'accaduto, ha affidato a Facebook il suo sfogo: “Io che pago per entrare in un luogo pubblico non posso in alcun modo essere soggetto ad un atto di puro razzismo così ingiustificato e umiliante. […] Possibile che nel 2017 i 'neri' abbiano un ingresso diverso dai 'bianchi'?” ha tuonato. Abi Zar, originario del Ghana, si è laureato in Giurisprudenza e ora vive e studia a Londra, dove sta frequentando un master in diritto internazionale: “se me ne sono andato è stato anche per via di questi episodi sempre più frequenti, e in questo momento non credo di essere mai stato così felice di abitare a Londra” scrive il ragazzo.

L'agenzia Mo.Ma, organizzatrice della serata, ha subito risposto alle accuse di Abi Zar: “Siamo sorpresi da un'accusa che non ha senso, è grave e ci offende. Accusa nata probabilmente da una molto più comune incomprensione all'ingresso del locale” ha scritto lo staff su Facebook. “Non c'è nessun intento discriminatorio da parte nostra ma solo il tentativo di premiare e privilegiare i clienti più affezionati che si mettono in lista per entrare o che arrivano prima di un determinato orario” si legge. Ma il giovane non ha accettato la spiegazione e anzi ha rincarato la dose: “Perché prima di questo benestare ero l'unico e ripeto ancora una volta l'unico che secondo questa vostra regola doveva fare la fila dall'altra parte (dove oltretutto non c'era nessuno). Sono poi venuto a conoscenza che forse per problemi avuti in passato con altre persone qualcuno ha deciso di introdurre questa 'regola'” scrive il ragazzo sul suo profilo Facebook.

Foto da Facebook

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