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Strage di cani randagi in vista dei Mondiali: accade in Marocco

Molti dei cani erano sani e tutelati da uno speciale dispositivo. Il tutto si è verificato davanti ai turisti spaventati

Strage di cani randagi in vista dei Mondiali: accade in Marocco

(Credits photo: Annemette Jensen via Facebook)

Vedere cani che corrono liberi sulle spiagge, pur non avendo un padrone, è una vera gioia per gli occhi. Accade in molte città del Marocco, come Aourir e Taghazout. In queste zone, infatti, la convivenza tra uomini e cani è addirittura oggetto di studi e considerata un esempio da emulare.

Ma un fenomeno preoccupante sta minacciando gli animali: in questi giorni, diversi randagi sono stati uccisi in modo crudele, davanti agli occhi di cittadini e turisti terrorizzati. La stampa marocchina attribuisce la cosa ai tentativi di urbanizzazione dell’area, per l’ipotetica candidatura del paese ai Mondiali del 2026.

Alcuni di questi cani erano sani e tutelati dalla convenzione approvata dalle istituzioni insieme all'associazione "Le coeur sur la patte", che tempo fa aveva avviato un programma per controllare il randagismo. Ma nonostante gli animali avessero una specie di orecchino per renderli riconoscibili, gli agenti hanno sparato senza alcuno scrupolo. Il tutto è accaduto davanti ai turisti. Una di loro ha condiviso sul proprio account Facebook un video ripreso sulla spiaggia di Taghazout, in cui la si vede giocare con uno dei cani della zona.

Inoltre sono partite due petizioni che chiedono l’intervento del Ministero degli Interni, del Capo di Governo e del re Mohammed VI. Anche in Italia è in atto una campagna in merito, portata avanti dagli educatori cinofili Clara Caspani e Lorenzo Niccolini attraverso lo “Stray Dogs International Project”.

Il grande lavoro dei due educatori è apparso su varie testate come La Stampa e Il Secolo XIX.

"I cambiamenti si sono visti sia per quel che riguarda il rapporto tra cani e umani che per l’aspetto organizzativo dello stesso paese. Si è capito che la presenza di cani in pianta stabile limita il numero degli stessi. C’è un simbolo che spiega bene questa evoluzione: l’orecchino post sterilizzazione che portano i cani. Rappresenta la loro pulizia, dunque favorisce la vicinanza tra le specie. Si è eliminata la barriera di diffidenza legata alle malattie e così un animale, per chi vive qui, può anche stare a stretto contatto con le persone" ha raccontato Lorenzo Niccolini. Insomma, la vicenda è preoccupante e occorre intervenire per difendere i cuccioli.  

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