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Roy Paci e Diodato a 105 Mi Casa: le foto

A quasi un mese dalla fine di Sanremo 2018, i due artisti sono stati in diretta con Max Brigante per parlare della loro recente collaborazione.

A quasi un mese dalla fine di Sanremo 2018, Roy Paci e Diodato sono passati a trovare Max Brigante a 105 Mi Casa. La coppia ha portato sul palco del Teatro Ariston una delle canzoni più apprezzate dal pubblico e dagli addetti ai lavori, "Adesso". Proprio per questo i due artisti, nonostante il brano non sia salito sul podio, giudicano positiva la partecipazione alla 68esima edizione del Festival. 

Dopo questa collaborazione di successo viene spontaneo chiedere: e "Adesso" che succede? "Ognuno segue la propria strada", dicono loro, con la possibilità di rincrociarsi però. Diodato partirà in tour il 16 marzo da Torino, mentre Roy Paci tornerà on the road ad aprile quando scatterà la sua tournée estiva. "Penso che possano succedere tante cose. Non è la prima volta che ci incontriamo io e Antonio. Sicuramente non sarà l'ultima. Continuiamo a lavorare e a costruire le cose assieme", aggiunge Paci. 

Con Sanremo, il cantautore nato ad Aosta, ma di origine pugliese, si è fatto conoscere al grande pubblico: "La percezione che ho è un po' questa. Ma la cosa a cui tenevamo tanto era far arrivare la canzone il più possibile. Siamo molto contenti, io particolarmente". Anche il leader degli Aretuska conferma le buone impressioni avute da Sanremo: "Ho avuto una sensazione incredibile, come se fosse scoppiata una bomba bella e quasi intelligente. Con il fatto che non ci sono state le eliminazioni all'interno del Festival, i brani hanno avuto una vita più lunga e un apprezzamento da parte del pubblico che, a volte, ha bisogno di più tempo per ascoltare determinate canzoni". 

Roy Paci racconta anche come ha reagito al primo ascolto di "Adesso": "Ho detto 'Antonio è una figata'. Tra l'altro non stava lavorando per inviare il brano al Festival. Era una cosa che stava costruendo. A me è arrivato tanto il testo". Una buona impressione che è rimasta nonostante il tanto temuto Mi maggiore "una delle tonalità più incredibili per gli ottoni, per i musicisti che suonano uno strumento come il mio" su cui è costruito il pezzo. 

In realtà prossimamente torneranno a lavorare assieme. Succederà in vista del "1° maggio di Taranto", evento del quale sono direttori artistici da qualche anno: "È una manifestazione importante perché si serve un po' della musica per dare in mano un grande megafono a delle persone che devono portare alla luce delle situazioni inaccettabili in un paese civile come il nostro. È una manifestazione libera, che non ha nessun partito politico dietro, nessuna lobby, nessuna sponsorizzazione grande se non quella della gente che vuole che sia libera. Anche per questo c'è un crowdfundig per sostenere le spese dell'evento". E se la cifra raccolta supera il budget necessario per realizzare l'evento, i fondi vengono destinati alla realizzazione di alcune opere nella città pugliese.

Ma i direttori artistici saliranno sul palco? "È un grande mistero, ma quest'anno potrebbe avere un senso. Il brano che abbiamo portato al Festival ha molto a che fare con la situazione. Potrebbe essere la sigla dell'evento", dicono loro. 

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