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I bambini fanno confusione e al ristorante scatta la maxi rissa

Ferite, lancio di bicchieri di vino e insulti per la richiesta di un cameriere ai genitori dei bambini indisciplinati

Rissa al ristorante per bambini chiassosi

È finito al pronto soccorso Gianluca Marcis, 38 anni, cameriere del Rosa Peonia, il ristorante di cucina tipica sarda dei suoi genitori Daniela e Michele (originari della Barbagia). Un normale sabato di lavoro si è trasformato, per lui, in un’accesa rissa.

È successo a Treviso, dove il ragazzo ha riportato "escoriazioni da graffi al volto e al collo" (con una prognosi di cinque giorni) per cui è stato medicato all'ospedale Ca' Foncello.

La causa delle sue ferite? Una baraonda generata dalla sua richiesta, fatta a due genitori, di tenere a bada i figli particolarmente chiassosi.

I piccoli indisciplinati, di 2 e 3 anni, avevano iniziato a correre per la sala e la cosa aveva provocato lamentele da parte di alcuni clienti.

"Non è mai facile fare osservazioni di questo genere perché ovviamente i genitori si risentono, ma, se si lascia correre, sono i clienti che hanno protestato a sentirsi ignorati quindi offesi". Ha raccontato Laura, sorella di Gianluca.

A questo affronto la mamma dei bambini avrebbe risposto lanciando un calice di vino addosso alla titolare, e facendo scoppiare il caos.

Un ricco menu a base di minacce, insulti e spintoni, fino ad arrivare alla minaccia di incendiare il locale.

Sono dovuti intervenire persino i carabinieri. Ovviamente sui social sono arrivate valanghe di recensioni negative. Nulla di simile era mai accaduto in vent'anni di attività del Rosa Peonia.

"sarà il nostro legale ad occuparsi della questione, visto che ci riteniamo diffamati" dichiarano i titolari.

Ma la madre dei bimbi non ha tardato a controbattere. Si tratta della signora Aliona Culeva, anche lei titolare di un locale della città. Questa la sua versione dei fatti:

"Sono abituata a gestire clienti e trattare con tante persone, non sono una pazza che aggredisce le persone, anzi, ho cercato di stare calma anche quando il cameriere mi ha fatto la morale sull'educazione dei figli, dicendomi che se non ero in grado di controllarli potevo restare a casa".

Secondo Aliona sarebbe stato il cameriere a lamentarsi, perché il continuo via vai dei pargoletti intralciava il suo passaggio.

"Ero comunque intenzionata a godermi la serata e il porceddu, quindi sono andata al bancone per chiedere un bicchiere di rosso. Che non ho tirato alla titolare. Questo è l'equivoco: al bancone la signora Marcis ha ripreso a rimproverarmi per le bambine e l'inopportunità di portarle fuori a cena. Ci sono rimasta così male che in un momento, tra la confusione e lo stupore il calice mi è caduto, sporcando la signora" ha continuato la donna.

Il resto è rissa, continuata su internet e prossimamente in tribunale.

Ma quale potrebbe essere una soluzione corretta a situazioni come questa? C’è chi auspica la diffusione di  locali "children free", in cui sono ammessi solo over 10 anni. Ma forse è una decisione fin troppo estrema.

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