105 Mi Casa

Noemi, la nuova versione di "Porcellana" e gli attacchi di panico: "La musica è un modo di esorcizzare le cose"

La cantautrice romana, in collaborazione Dj Shablo, ha regalato ai fan un remix della canzone in cui affronta un serio problema: ne ha parlato al nostro Max Brigante.


Dopo la chiacchierata dell'ultimo Festival di Sanremo, Noemi è tornata a trovare Max Brigante a 105 Mi Casa, questa volta per parlare del suo nuovo singolo, lanciato in ben due versioni. Porcellana, questo il titolo del brano tratto dall'ultimo album La Luna, è uscita sia in versione standard, sia come remix, quello di Shablo (e ci sono pure due video), Dj con all'attivo numerosissime collaborazioni nel mondo rap italiano.

Una scena alla quale la cantautrice romana ha sempre guardato con interesse, almeno da ascoltatrice: "La scena trap/hip-hop italiana l'ho sempre seguita - confessa Noemi a Max Birgante - La cosa bella è stata inserire in un pezzo mio un suono che mi piace da morire e che comunque è legato alla musica che ascolto. Sono dei suoni molto sinceri. Non vogliono trovare per forza una media tra l'italiano e l'americano". 

Kendrick Lamar, Cardi B, Missy Elliott, Kanye West e molti altri sono gli artisti che maggiormente nelle cuffiette la cantante dalla chioma rossa. Influenze che è riuscita ad inserire in La Luna: "È un album che mi ha dato sicuramente grande soddisfazioni. Mi sembra che stia piacendo alle persone. Non vedo l'ora di vedere il feedback vero, quello dei concerti, e vedere chi cavolo ha comprato questo disco", se la ride Noemi.  "È un disco che ha due anime: una un po' più elettronica, una un po' più blues-acustica. Adesso si è aggiunta questa anima un po' più hip hop. Sono stra-felice di questa cosa". 

Porcellana però è un pezzo in cui Noemi un tema delicato con cui ha dovuto fare i conti negli ultimi anni, quello degli attacchi di panico: "È una cosa che ormai hanno tutti, mi sembra il male del secolo", racconta la cantante, confessando che mai avrebbe immaginato di affrontare questo problema. "Il primo attacco di panico lo'ho avuto sul palco del Festival di Sanremo 2012. Ero al ristorante e ho detto a mia sorella che non mi batteva più il cuore. È una cosa che ti dice il tuo corpo, che è più intelligente della testa, per farti capire che ti sei perso qualcosa per strada, quando sei troppo stressato e sotto pressione". 

Quando ha sentito il pezzo scritto da Emiliano Cecere e Diego Calvetti lo ha subito fatto suo: "Questa canzone racconta quello che ho vissuto io in una maniera super-diretta", rivela, tanto che paragona il cuore ad una prostituta: "Alcuni storcono il naso, però è vero, perché sei talmente sotto le tue emozioni che non riesci a reagire, a contenerle e a spiegartele". 

La musica in fin dei conti funziona come una terapia: "È un modo di esorcizzare le cose, di capire quello che ti succede quello che fai, cosa hai vissuto veramente". 

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