105 Mi Casa

Negrita, ecco "Desert Yacht Club": "Lo scioglimento sfiorato? Abbiamo gli anticorpi più forti degli altri"

Dopo la scampata separazione, Pau, Drigo e Mac hanno pubblicato il loro decimo album in studio. Ne hanno parlato da Max Brigante!


I Negrita sono passati a 105 Mi Casa per presentare il loro decimo album in studio, "Desert Yacht Club". Un traguardo che però hanno rischiato di non tagliare. Infatti, come hanno anticipato alla stampa in occasione della presentazione del disco, Paolo "Pau" Bruni, Enrico "Drigo" Salvi e Cesare "Mac" Petricich, ufficialmente assieme da ben 24 anni, hanno rischiato di prendere strade diverse. Di sciogliersi, insomma. Così non è stato e la terapia che ha cementato il gruppo è stata proprio la nuova fatica in studio.

"È successo, ma è passato", dice Pau a Max Brigante. La separazione è una cosa che è passata per la testa a tutti: "Non è la prima volta, ma questa volta era veramente 'gravetta'". Alla fine, però, il temuto scioglimento non è arrivato: "Ogni band ha il suo modo di interfacciarsi. Noi forse abbiamo degli anticorpi più forti degli altri che ci hanno permesso di non scioglierci", aggiunge il frontman. 

Questa volta, anche in virtù del "periodaccio" che hanno vissuto, hanno voluto sperimentare ancora di più dal punto di vista sonoro: "È la prima volta che affrontiamo la musica da band in modo completamente diverso. Questa volta avevamo l'esigenza di cambiare sound perché ci siamo accorti che negli ultimi anni la musica è cambiata tantissimo. L'abbiamo sentito anche noi questo cambiamento. Quindi abbiamo detto 'facciamo una mattata, usiamo un processo compositivo completamente diverso'..."

Mac spiega come sia stata la musica a riavvicinarli e a dare il la al disco: "Prima di cominciare a lavorare alla composizione una band ha bisogno di avere una linea guida. Così ci siamo fatti una playlist condivisa di cose che ci piacevano e che ci potevano interessare per questo sound. Abbiamo avuto la libertà di proporre anche cose che non c'entravano nulla con il nostro imprinting musicale. Piano piano si è aperto un ventaglio di offerte musicali nuove". "E si è formata una coscienza comune", aggiunge Pau.  

Così nella band ha fatto il suo ingresso un nuovo componente: il digitale: "Eravamo in giro, abbiamo affittato un furgone nel Sud Ovest degli Stati Uniti. Siamo rimasti lì per tre, quattro settimane con un computer, due piccole casse, un microfono e due chitarre acustiche". Queste esplorazioni di territori musicali diversi è avvenuta in territori suggestivi, come il deserto Yucca Valley (California): "È stata la location più suggestiva e ispirante. È un posto di contrasti fortissimi, che ti porta a guardarti dentro".

In un luogo di contrasti, fa notare Max Brigante, i contrasti si sono risolti: "In un certo senso venivamo da un periodo di crisi che non era dovuto tanto a litigi tra di noi, quanto a vicissitudini personali di alcuni. Fondamentalmente con la testa capitava di starci poco", spiega Mac. 

La traccia più significativa di "Desert Yacht Club" è probabilmente "Adios Paranoia": "È la storie esatta di quello che ci è successo. È un Bignami di questa avventura. Grazie alla descrizione dei luoghi presenti nella canzone abbiamo spazzato via la paranoia. È un pezzo importante dell'album, la storia del disco".

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