Hai perso "105 Start-up!"? Riascolta la storia di Alessio Colombo, CTO e Co-founder di RiceHouse

105 START-UP!

Hai perso "105 Start-up!"? Riascolta la storia di Alessio Colombo, CTO e Co-founder di RiceHouse

RiceHouse è la startup che trasforma gli scarti dalla lavorazione del riso in materiali per la bioedilizia. Grazie a RiceHouse gli scarti della filiera risicola si convertono da un problema per gli agricoltori e per l’ambiente ad una vera e propria risorsa per creare nuovi modelli abitativi. Una soluzione all’insegna di un’edilizia sana e di un nuovo modo etico e tecnologicamente avanzato che permette di far tornare territori, città e l’edifici ad essere dei nuovi organismi viventi.

Nata nel 2016 dall'esperienza dell’architetto Tiziana Monterisi, Co-founder e CEO dell'azienda, e dal geologo Alessio Colombo, CTO e Co-Founder della startup, RiceHouse è una realtà imprenditoriale che si focalizza sul tema della valorizzazione dei prodotti secondari della coltivazione del riso e si configura come un veicolo di innovazione, con un elevato grado di sostenibilità, ponendosi come obiettivo principale la commercializzazione di nuovi materiali puliti e ecologici come paglia, lolla, termo intonaci, massetti alleggeriti e finiture in lolla-calce e pannelli isolanti.

I materiali RiceHouse sono leggeri, altamente termici, traspiranti, sani, senza formaldeide e 100% Made in Italy. Si possono impiegare sia per ristrutturazioni sia per nuove costruzioni; inoltre, essendo completamente naturali, i prodotti della startup arrivati a fine vita non andranno ad impattare sull’ambiente, in quanto biocompostabili e biodegradabili.

“Abbiamo costruito questo progetto per sfruttare tutto quello che la lavorazione e la produzione del riso, soprattutto in Italia, lascia sul campo” – racconta Alessio Colombo – “Abbiamo pensato di convertire tutto ciò che non è edibile, in materiale per l’edilizia”.

 

Come nasce RiceHouse?

 

“Abbiamo inventato dei prodotti che si basano sullo sfruttamento di quelli che sono i due principali scarti della lavorazione del riso: la paglia, ovvero lo stelo della pianta del riso, e la lolla, il guscio che contiene il riso che mangiamo" – spiega Alessio Colombo – "Partendo da questa idea e dal momento che l’azienda ha sede a Biella, all’interno di quell’area della risaia italiana che rappresenta più del 50% della produzione di riso in Europa, abbiamo pensato di sfruttare questi materiali poveri che, se mescolati assieme a delle soluzioni anch’esse 100% naturali, possono diventare isolanti per la casa, mattoni, pannelli, intonaci per l’edilizia. Il nostro obiettivo infatti è proprio quello di arrivare ad ottenere una casa fatta interamente di riso”.

Il reimpiego della lolla, della paglia e delle argille disegna un nuovo processo di sviluppo rurale nei territori più fragili. Lo scopo è quello di armonizzare il sistema territoriale centralizzando gli aspetti di raccolta, immagazzinamento e logistica delineando una reale filiera produttiva, partendo dalla materia prima, con l’obiettivo di ridurre le perturbazioni nell’approvvigionamento e quindi di rendere i flussi sufficientemente consistenti e continuativi per poter così organizzare il percorso di utilizzo e di impiego industriale. Un processo produttivo che salvaguarda le produzioni primarie e le risorse ambientali tutelando gli interessi e i profitti delle diverse realtà coinvolte.

Un’economia circolare – quella di RiceHouse – che punta a nuovi modelli che garantiscano un futuro sostenibile, basato su materiali nuovi a zero impatto ambientale, sfruttando quello che la natura e i sottoprodotti delle lavorazioni primarie mettono a disposizione, come ad esempio la lolla e la paglia di riso, in un’ottica di progressivo sfruttamento che da un lato favorisca il reinserimento nel ciclo naturale, e dall'altro concorra a ridurre il carico di rifiuti e le passività associate alla loro gestione.

Se ti è piaciuta quest’innovativa startup, visita il sito ricehouse.it

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